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MATTEO NICCOLINI ALIAS " MATRAO " 
Chi di voi non conosce ancora Matteo Niccolini? Questo rider livornese è un vero e proprio veterano e nella sua carriera da pro è passato attraverso diverse generazioni di snowboarder, vivendo in prima persona tutti i cambiamenti e l’evoluzione dello sport. Ha superato gli “enta” da qualche anno eppure non ha ancora tirato i remi in barca, certo, il suo modo di andare in snowboard è forse cambiato con il tempo, ma ciononostante trascorre ancora i mesi invernali alla ricerca di un po’ di neve fresca dove costruire un salto, di uno snowpark con salti grossi ben fatti ed è in grado di chiudere qualsiasi trick con una naturalezza disarmante. E la scorsa primavera ha partecipato alla session F-Tech, Snowbox, On Board in Val Senales saltando alla bella età di 34 anni un table top di 25 metri. Talento, passione, esperienza, chi meglio di lui può fare il punto della situazione su ciò che sta succedendo nel Bel Paese? Partiamo dall’inizio? Ho cominciato ad andare in snowboard nel 1993 ed avevo circa 21 anni, molto tardi rispetto all’età in cui oggi i ragazzi iniziano praticarlo, ma in quel periodo lo snow stava appena iniziando a diffondersi. Fin dal primo giorno mi ha rapito l’anima in un modo che solo chi va in snowboard può capire. Ho iniziato all’Abetone, in Toscana, e per qualche anno ho girato sempre da quelle parti, spostandomi solo qualche volta durante la stagione. Quando le mie capacità sono cresciute, e per trovare strutture sempre più adatte, sono stato in giro per tutte le Alpi per circa 5/6 anni, dove ho conosciuto un sacco di gente e stretto amicizie che spero dureranno oltre a questa passione che ci accomuna. Dopo un paio d’anni ho iniziato a ricevere i primi materiali gratis dai negozianti della mia zona, ed ho maturato l’attitudine a lavorare con le riviste. In questo modo sono arrivati anche i primi veri sponsor, e con loro anche i primi compensi, permettendomi di viaggiare in molti bellissimi posti: Francia, Svizzera , Germania, Grecia, Stati Uniti, Belgio, Norvegia e quasi tutte le località italiane. Ho dei bellissimi ricordi di quel periodo e quando penso alle giornate trascorse in montagna, mi vengono in mente tutte le persone che ho conosciuto e le loro risate, perché credo lo snowboarding prima di tutto sia un gran divertimento. Purtroppo non è stato sempre tutto facile e nel 2003 sono stato fermo per due stagioni; in quel periodo ho sofferto molto, soprattutto psicologicamente e tutto per colpa di un’operazione al ginocchio sottovalutata da un pirla di dottore! Come sono cambiate le tue motivazioni nel corso del tempo? Con il passare degli anni cerchi di tenere sotto controllo i soldi che ti entrano in tasca e spesso la voglia di viaggiare e lavorare con fotografi e filmer è legata a questo. Rispetto a quando ho iniziato sono diventato molto più esigente in termini di strutture anche perché il mio fisico patisce molto gli atterraggi piatti. Quali sono le persone del passato con cui andavi in snowboard che ti mancano? Andrix, Alvaro, Zeman, Moresi, Poncho, Andrea Vecchi, Emiliano Chinchelli.
Cos’altro ti manca di quei tempi? Mi manca un po’ la voglia di imparare ogni settimana un trick nuovo e sicuramente ricordo con piacere i bei contratti che firmavo una volta. Nessun rimpianto? Qualche intervento chirurgico che non avrei dovuto fare… Sbaglio oppure la scena tosco-emiliana vive la montagna in maniera differente dai ragazzi del nord? C’è molto movimento da queste parti e i ragazzi si danno davvero tanto da fare, forse di più che al nord, sulle Alpi. Secondo me si concentrano molto di più sul riding e sulla voglia di stare insieme perché non ci sono così tante montagne o snowpark come al nord. Hai visto davvero diverse generazioni di rider susseguirsi… come vedi il futuro della scena italiana? Il livello è cambiato ed è cresciuto in una maniera mostruosa. Di questi tempi sembra che il numero di rider forti sia uguale a quello dei principianti. Anche grazie a questo fattore le strutture su cui girare sono migliorate e sono aumentate. Ne abbiamo guadagnato in opportunità e professionalità. Tuttavia credo che i rider delle generazioni moderne siano molto più individualisti e che si stia un po’ perdendo la voglia di stare insieme come gruppo di amici. Per esempio una volta ci trovava tutti in Senales durante l’estate e d’inverno si stava a Livigno. Ora ci sono molti park e di conseguenza molti rider rimangono vicini a casa loro. Chi tra i rider di oggi ti ha impressionato? Tra i meno giovani Filippo Kratter mi piace molto perché è sempre alla ricerca dello stile, mentre tra i giovanissimi ho avuto modo di girare un po’ insieme a Manuel Pietropoli e devo dire che il ragazzo fa sempre grosso, ha davvero talento e diventerà un grande snowboarder… se non lo è già… Mi sembra che anche i resort abbiano cambiato atteggiamento nei confronti degli snowboarder… o sbaglio? I soldi che arrivano dal mondo dello snowboard sono aumentati perché è aumentato a dismisura il numero di appassionati. Di conseguenza anche i resort sono diventati molto più disponibili, proprio come gli sciatori. Capitolo media. Che cosa ci dici? Secondo me i media in Italia fanno un buon lavoro anche se negli appartamenti degli amici continuo sempre a vedere meno riviste sui tavolini. Preferisci fare foto o video? Mi piacciono ambedue nella stessa maniera, ma quando vai in giro con un fotografo hai la possibilità di fare qualche errore in più. Del video mi piace molto la possibilità di rivedere i trick fatti subito dopo. Come mai non partecipi più alle gare? Le uniche gare che meritano davvero hanno un livello troppo alto, è sempre più difficile essere invitati e devi fare qualifiche su qualifiche dove probabilmente finirai fuori.
Come si è evoluto il tuo rapporto con gli sponsor? Con il passare del tempo è peggiorato molto perché poche aziende vogliono avere un rider ultra trentenne. Ma anche i giovani sono spesso non pagati o sotto pagati. Tuttavia con Columbia ho ritrovato un’azienda seria che dà la giusta considerazione e rispetto nei confronti dei rider che lavorano. Vuoi mandare un messaggio attraverso le pagine elettroniche di Snowbox? Si, sto cercando una stanza o anche un posto letto a Livigno per la stagione… Nome: Matteo Niccolini Età: 34 anni Provenienza: Livorno Home Resort: Abetone, Livigno Best Resort: Livigno, Cervinia Stance: Regular, passo 62 cm, +21 -6 Sponsor: VERTICALE BOARD SHOP
Trick preferito: SW BS 540 Trick di sicurezza: FS 360 Terreno preferito: park con atterraggi ripidi Rider preferito: Jussi Oksanen Snowpark preferito: Livigno, Cervinia, Abetone |